Atto d’indirizzo programmatico del Dirigente Scolastico per la predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa per il triennio 2016/2019.
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Atto d’indirizzo programmatico del Dirigente Scolastico per la predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa per il triennio 2016/2019. PDF
Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Ottobre 2015 14:50
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Il Dirigente Scolastico

Visto l’art. 25 del D. Lvo 30.03. 2001, n. 165 cc.1, 2, 3, come novellato dal D.L.vo n. 150/’09;

Visto il C.C.N.L. del 2006-2009;

Visto il D.P.R. 275/’99;

Visto il D.P.R. 89/2009;

Vista la legge n. 107/2015 recante la “Riforma del sistema nazionale d’istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”;

Visto il Rapporto di autovalutazione 2014-15; (Clicca qui per scaricare il file in pdf)

CONSIDERATO CHE

1. le innovazioni introdotte dalla Legge n. 107 del 2015, meglio conosciuta come “la buona scuola“ mirano alla valorizzazione dell’autonomia scolastica, che trova il suo momento più importante nella definizione e attuazione del piano dell’offerta formativa triennale
2. le innovazioni introdotte dalla Legge n. 107 del 2015, prevedono, che le istituzioni scolastiche, con la partecipazione di tutti gli organi di governo, dovranno provvedere alla definizione del  Piano Triennale  dell’Offerta  Formativa  per  il triennio  2016-17, 2017-18, 2018-19.

RISCONTRATO CHE

3. gli indirizzi del Piano vengono definiti dal dirigente scolastico che, in proposito,  attiva rapporti con i soggetti istituzionali del territorio e valuta eventuali proposte delle rappresentanze sociali; il collegio dei docenti lo elabora; il consiglio di istituto lo approva; esso viene sottoposto alla verifica dell’USR per accertarne la compatibilità con  i  limiti  dell’organico  assegnato  e,  all’esito  della verifica, trasmesso dal medesimo USR al MIUR;

4. il piano può essere rivisto annualmente entro ottobre.

5. per la realizzazione degli obiettivi inclusi nel piano le istituzioni scolastiche si possono avvalere di un organico potenziato di docenti da richiedere a supporto delle attività di attuazione.

VALUTATE

6. prioritarie le esigenze formative individuate a seguito della lettura del RAV “ Rapporto di Autovalutazione” e del conseguente piano di miglioramento;

7. di quanto emerso dai rapporti attivati dal Dirigente Scolastico con tutto il personale interno alla scuola e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio

TENUTO CONTO

EMANA IL SEGUENTE ATTO DI INDIRIZZO

Per le attività della scuola e le scelte di gestione e di amministrazione

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa é da intendersi non solo quale documento costitutivo dell’identità dell’istituzione Scolastica, ma quale programma completo e coerente di strutturazione precipua del curricolo, di attività, di logistica organizzativa, di impostazione metodologico- didattica, di utilizzo, promozione e valorizzazione delle risorse umane, con cui la scuola intende perseguire gli obiettivi dichiarati nell’esercizio di funzioni che sono comuni a tutte le istituzioni scolastiche in quanto tali, ma al contempo la caratterizzano e la distinguono.

Il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’istituto, l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale ed il benessere organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo vocato al miglioramento continuo di tutti i processi di cui

si compone l’attività della scuola non possono darsi solo per effetto delle azioni poste in essere dalla dirigenza, ma chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va oltre l’esecuzione di compiti ordinari, ancorché fondamentali,  e sa  fare  la  differenza;  essi sono elementi indispensabili all’implementazione di un Piano che superi la dimensione del mero adempimento burocratico e ne faccia reale strumento di lavoro, in grado di canalizzare l’uso e la valorizzazione delle risorse umane e strutturali, di dare un senso ed una direzione chiara all’attività dei singoli  e dell’istituzione  nel suo complesso.

Nell’esercizio della sua discrezionalità tecnica, pertanto, il Collegio Docenti è chiamato ad elaborare il Piano per il triennio che decorre dall’anno scolastico 2016-2017.

 

Ai fini dell’elaborazione del documento, il Dirigente Scolastico ritiene indispensabile che si seguano le presenti indicazioni:

  • Le priorità, i traguardi e gli obiettivi individuati nel Rapporto di Autovalutazione (RAV) e il conseguente Piano di Miglioramento (PdM) di cui al DPR. 80/2013 dovranno costituire parte integrante del Piano triennale.
  • L’Offerta Formativa deve articolarsi tenendo conto non solo della normativa  e  delle presenti  indicazioni, ma facendo anche riferimento a vision e mission condivise e dichiarate nei piani precedenti, nonché del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno contribuito  a  costruire   l’immagine   della  scuola.
  • È necessario strutturare i processi di insegnamento-apprendimento in modo che essi rispondano esattamente alle Indicazioni Nazionali, tenendo presente i livelli essenziali delle prestazioni che obbligatoriamente devono essere conseguiti da ciascuno studente nell’esercizio    del    diritto-dovere   all’istruzione.

Da ciò deriva la necessità di:

  • migliorare i processi collegiali di pianificazione, sviluppo, verifica e valutazione dei percorsi di studio (curricolo per sezioni/classi parallele, curricolo verticale  d’istituto);
  • superare  la  dimensione  trasmissiva  dell’insegnamento  e   modificare  l’impianto metodologico in  modo  da  contribuire  fattivamente,  mediante  l’azione  didattica,   allo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza europea, che sono riconducibili a  specifici ambiti disciplinari (comunicazione in lingua madre e in lingue straniere, competenze logico - matematiche, competenze digitali) ed a dimensioni trasversali (imparare ad imparare, iniziativa ed imprenditorialità, consapevolezza culturale, competenze sociali e civiche);
  • operare per la reale personalizzazione dei curricoli, sia in termini di supporto agli alunni in difficoltà sia nelle direzioni dello sviluppo delle potenzialità, delle attitudini e della valorizzazione delle eccellenze;
  • monitorare ed intervenire tempestivamente sugli alunni considerati a rischio a partire da una segnalazione precoce di casi potenziali DSA/ BES;
  • favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili, anche attraverso un efficace raccordo

con il territorio.

  • implementare la verifica dei risultati a distanza come strumento di revisione, correzione, miglioramento  dell’offerta  formativa  e  del curricolo;
  • integrare funzionalmente le attività, i compiti e le funzioni dei diversi organi  collegiali;
  • potenziare ed integrare il ruolo funzionale dei consigli di sezione/classe, dei dipartimenti e delle Funzioni Strumentali al POF;
  • generalizzare l’uso delle tecnologie digitali tra il personale e migliorarne la competenza; Siano prioritariamente considerati:
  • i progetti riguardanti la didattica ordinaria e la qualità del processo di insegnamento- apprendimento;
  • le attività volte al recupero degli studenti in difficoltà, al loro orientamento e alla loro motivazione;
  • le iniziative che muovono verso l’aiuto allo studente per la costruzione di una personalità aperta e critica, di una cittadinanza attiva e responsabile e lo aiutino nell’acquisizione delle competenze chiave;
  • si presterà attenzione, accanto al curricolo formale (quadro orario, contenuti disciplinari, etc.), a tutto quanto è possibile fare per valorizzare un curricolo implicito, curando il clima, le relazioni, la partecipazione, la costruzione di senso di responsabilità; realizzando un’organizzazione ed una gestione funzionale ed efficace; dando esempio di professionalità, disponibilità, puntualità, rispetto delle regole, credibilità trasparenza; fornendo strumenti ed opportunità per il lavoro di gruppo, le attività laboratoriali, l’esercizio della creatività e del pensiero autonomo. In tal senso, la costruzione del curricolo di scuola deve mirare ad una condivisione di innovazione metodologica anche attraverso la realizzazione di una didattica laboratoriale  e all’implementazione  delle  nuove  tecnologie  come strumenti di supporto.

Priorità contingenti per il triennio

a)  Valorizzazione delle conoscenze artistico/musicali anche  mediante partecipazione a viaggi di istruzione, visite guidate, uscite didattiche , concerti, spettacoli teatrali , mostre e iniziative di vario genere che siano fortemente ancorate al curricolo di scuola;

b)  valorizzazione della conoscenza linguistica, anche favorendo la realizzazione di scambi e partenariati e/o promuovendo il conseguimento delle certificazioni linguistiche. In questo contesto è opportuno che venga quindi sostenuto ogni sforzo per l’insegnamento  anche  alla scuola primaria di una DNL (Disciplina non Linguistica) in lingua straniera, garantendo una priorità  nell’allocazione  delle risorse  umane  e professionali;

c)  educazione alla cittadinanza, alla partecipazione e alla  legalità;

d)  prosecuzione dei progetti e delle iniziative che assicurano l’attuazione dei principi di pari opportunità e la prevenzione della discriminazione e della violenza di genere;

e)  potenziamento delle attività volte allo sviluppo del sapere informatico e scientifico.

f)  tutela di salute e benessere degli studenti (educazione motoria, educazione alimentare, prevenzione dei rischi legati all'età, sostegno psicologico degli studenti preadolescenti);

g)  promozione del recupero scolastico, attuato sia secondo le forme e modalità contenute nelle indicazioni ministeriali , nelle programmazioni annuali di classe e in eventuali attività di ampliamento    dell’O.F.;

h)  promozione delle eccellenze, anche attraverso l'organizzazione la progettazione di percorsi extracurricolari mirati;

l) valorizzazione dei processi di autovalutazione interna ed esterna per come previsto dalla recente normativa (DPR 80 /2013 e Direttiva MIUR n. 11 del 2014), attraverso una elaborazione sempre più consapevole del RAV;

m) realizzazione del Piano di Miglioramento che scaturisce dal rapporto di Autovalutazione;

MODALITÀ

I presenti indirizzi definiscono le direttrici lungo le quali l’istituto vuole orientare  la  propria  offerta  didattica. Per l'attuazione di tali linee e per favorire la proficua partecipazione alla vita della scuola  di tutte le sue componenti, nel rispetto dei ruoli, si evidenziano in particolare le seguenti modalità operative:

  • Programmazione e pianificazione, nei vari aspetti, della didattica e delle attività, recependo  in particolare l'impulso verso una programmazione per competenze, anche secondo le linee indicate dalle prove INVALSI (prove nazionali di valutazione) e, più in generale, dalle raccomandazioni europee.
  • Realizzazione di un sistema di autovalutazione della scuola, coerentemente a quanto previsto dal recente Sistema Nazionale di Valutazione, che analizzi e monitori i processi scolastici  per l’individuazione dei punti di forza e di debolezza degli stessi nella prospettiva del miglioramento continuo e della rendicontazione sociale (Piano di Miglioramento e Bilancio Sociale).
  • Miglioramento delle modalità, degli strumenti e dei contenuti della comunicazione tra tutte  le componenti scolastiche (studenti, famiglie, docenti e personale amministrativo). In particolare in riferimento a: orari, modalità di richiesta, accesso e trasmissione alla modulistica, agli atti, a circolari e a documenti, trasparenza e comunicazione scuola-allievi e scuola-famiglia in merito a programmazione, obiettivi didattici, criteri di valutazione, ritardi, assenze e di ogni altro elemento inerente il profilo didattico -- disciplinare del singolo allievo;
  • Promozione di una cultura digitale consapevole, anche nell'uso degli strumenti informatici nella programmazione didattica ordinaria;
  • Potenziamento e manutenzione delle infrastrutture didattiche, multimediali e di laboratorio della scuola e promozione del loro inserimento e utilizzo nella programmazione didattica ordinaria, anche attraverso attività di ampliamento dell’offerta formativa   ;
  • Continuità verticale , finalizzata ad accompagnare l'allievo nel passaggio tra gli ordini di scuola e alla condivisione professionale  dell’impianto  curriculare e   metodologico.

A tal fine sarà necessario:

  • sostenere formazione ed autoaggiornamento per la diffusione dell’innovazione metodologico -- didattica;
  • implementare i processi di progressiva dematerializzazione, riduzione di spesa delle procedure e trasparenza amministrativa;
  • accrescere la quantità e la qualità delle forme di collaborazione con il territorio: reti, accordi,  e  protocolli d’intesa.

Si individuano , in particolare, le sottoelencate priorità di gestione ed amministrazione :

— per ciò che concerne i posti per il potenziamento dell’offerta formativa il  fabbisogno  sarà definito in relazione ai progetti ed alle attività contenuti nel Piano.

- i progetti e le attività sui quali si pensa di utilizzare docenti dell’organico del potenziamento devono fare esplicito riferimento al RAV e al piano di miglioramento , definendo con esattezza l’area disciplinare coinvolta. Si terrà conto del fatto che l’organico di potenziamento deve servire anche alla copertura delle supplenze  brevi  e quindi si eviterà di assorbire  sui progetti l’intera quota    disponibile.

— nell’ambito delle scelte di organizzazione, dovrà essere previste la figura del coordinatore di plesso per la scuola dell'infanzia e di un assistente tecnico;

La presente direttiva viene emanata a norma dell’art. 25 del D.  Leg.vo  165/2001  e  dell’art.  1, comma 14 della legge 107/2015, costituisce riferimento per la verifica del POF e la valutazione del servizio formativo.

Il Collegio dei Docenti è tenuto ad assumerla ed ad adottarla ai fini della progettazione, realizzazione e valutazione del POF nei modi e con gli strumenti che vorrà stabilire attraverso le collaborazioni e le sinergie sistematiche da attivare al suo interno nei gruppi di lavoro (Dipartimenti, Consigli d 'intersezione/Classe), con le figure di sistema (FF.SS), i referenti dei progetti, coordinatori di classe e dipartimento, i Collaboratori del D.S., al fine di un coordinamento efficace per il conseguimento degli obiettivi.

Consapevole dell’impegno che i nuovi adempimenti comportano per il Collegio Docenti e dello zelo con cui il personale docente assolve normalmente ai propri doveri, il Dirigente Scolastico ringrazia per la competente e fattiva collaborazione ed auspica che con entusiasmo si possa lavorare insieme per il miglioramento della nostra scuola.

F.TO IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Prof.ssa Vittoria Casa

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Ottobre 2015 15:18