Nei momenti di crisi occorre investire nell'innovazione, nella ricerca, nella conoscenza.
Nei momenti di crisi occorre investire nell'innovazione, nella ricerca, nella conoscenza. Stampa
Scritto da Il Coordinatore della Rete “BAB EL GHERIB” Prof.ssa Vittoria Casa   
Domenica 25 Novembre 2012 10:54

(Articolo tratto da Bagheria News) La conoscenza, l’istruzione e la formazione sono diritti essenziali di cittadinanza e di democrazia, eppure mai come in questi ultimi decenni tali diritti, costituzionalmente sanciti, sono messi in crisi da politiche scolastiche nazionali, regionali e locali che sembrano andare nella direzione opposta.

Da tempo non si investe nella scuola pubblica, andando nei fatti contro gli obbiettivi di Europa 2020 fissati per la scuola e l’Università: abbassare il tasso di abbandono scolastico al 10%, aumentare al 40% il numero dei giovani diplomati e laureati, investire il 3% del PIL su ricerca e sviluppo.

E’ largamente risaputo che in momenti di grave crisi economica e sociale investire sulla conoscenza, l’innovazione e la ricerca è la strada maestra per trovare nuovi percorsi finalizzati all’occupabilità e alla coesione sociale.

E’ quello che succede negli Stati Uniti ed in gran parte degli Stati Europei: l’Italia va in controtendenza: piuttosto che investire su istruzione e formazione opera tagli orizzontali “tout court” con l’unico obiettivo di arrivare al pareggio di bilancio.

La scuola, cosi come i servizi sociali, non può essere trattata come un qualunque capitolo di bilancio.

La scuola pubblica, sottolineiamo pubblica, ha bisogno di investimenti seri e corposi, di una riforma degli ordinamenti organica e coerente, di valorizzazione delle risorse umane e professionali tagliando anche sugli sprechi che sicuramente nel tempo si sono avuti, ma avendo un unico obiettivo: assicurare un’Istruzione qualificata a tutti i giovani e le giovani, futuri cittadini italiani.

Invece da troppi anni assistiamo ad una politica scolastica che toglie risorse e qualità al servizio erogato, che lede il diritto al successo scolastico di tutti e di ciascuno, compresi gli alunni diversamente abili, troppo spesso dimenticati.

La scuola, soprattutto in tessuti sociali difficili e complessi, è stata e vuole continuare ad essere presidio istituzionale di crescita e coesione umana e sociale, centro propulsore di servizi di qualità, laboratorio culturale di integrazione territoriale. Tutto questo, oggi, appare incerto: è necessario invertire la rotta, riportare al centro dell’agenda politica il mondo dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ridando credibilità sociale agli operatori scolastici e all’istituzione Scuola.

Prendiamo volentieri a prestito un’efficace citazione di Dario Fo di qualche anno fa:
Investire nella cultura, aggiungiamo noi.

IL COORDINATORE DELLA RETE “BAB EL GHERIB”
Prof.ssa Vittoria Casa

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Novembre 2012 11:06